Capitano (spesso ultimamente) dei periodi dove chissà per quali coincidenze e circostanze, le problematiche della vita si intercciano tra di loro e continuano ad annodarsi. Provo ad immaginare una sorta di lavoro a maglia frenetico dove il filo continua ad attorcigliarsi attorno agli aghi, fino al punto di ipnotizzarmi. Solo ora comincio a mettere a fuoco e con un poco più di serenità riesco a vedere a distanza. E sapete cosa vedo? Stranamente vedo il mare, e per uno che è stato abituato quasi sempre ad andare in montagna è una cosa strana. Ho proprio bisogno di staccare la spina da quest’ultimo periodo critico, ma che grazie al Capo che sta lassù, si sta rimettendo per il verso giusto, comunque meno drammatico di quanto sembrava inizialmente.
Da maggio non sono più intervenuto nel blog per mancanza di idee, voglia, stanchezza e tutte quelle componenti psicofisiche che non consentono di essere sereni e rilassati. Ovviamente non sto qui a dire quali preoccupazioni mi hanno improvvisamente investito, tuttavia posso affermare con tutta franchezza che nella vita tutto si può solo se la salute ti assiste. Tutto il resto non conta. Puoi dire di fare ciò che vuoi solo quando sai che tutto ciò che ruota intorno a te funziona bene e se i tuoi famigliari vivono bene anche tu vivi bene.
La presenza di situazioni di questo tipo creano un vortice di problemi dei quali è difficile capire quale sia il principale e quali siano i secondari. Non si riesce più ad essere razionali ma tutto diventa fortemente emotivo, e quando tutto diventa fortemente emotivo, la vita diventa un casino. Punto.
Ora che si ricomincia a ragionare, si può vedere oltre la siepe.
Finalmente vedo il mare.
Ciao
Fabius