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Fatti non foste a viver come bruti…

“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”, così diceva Dante il sommo poeta, e noi a Firenze ci siamo andati per una grande virtù: LA FIRENZE MARATHON.
Il gruppetto, nell’occasione composto da me, Paolo, Attilio e Antonio, in maniera autonoma ha deciso e organizzato il week end, con il fine comune della corsa di 42,195 Km.
Io e l’allegra brigata della mia famigliola, siamo partiti nella peggiori delle condizioni atmosferiche, ossia neve; tuttavia l’ottimismo ci ha accompagnato durante tutto il viaggio, anche durante la coda per un incidente nel tratto (toh! Che caso….) Pian del Voglio – Barberino del Mugello. L’arrivo è stato un po’ caotico a causa dei cantieri stradali di Firenze, ma il Ranzani del Tom Tom continuando a darmi del barbone, ci ha condotto fino all’Hotel Ariele. Cena alla buona nella camera della dependance “Affittacamere Benedetta” e via a nanna per la prima notte fiorentina.
Sveglia alle 8,00, scendiamo in Hotel e lì incontriamo Giba con Marilena che ci hanno atteso per un saluto prima della partenza per Verolavecchia. Affamati, facciamo una bella colazione abbondante e poi, dopo aver pianificato con Giuly la giornata, via al Marathon Expo presso lo stadio, per ritirare i pettorali. Tanta gente, tanti runners, tanti stand, per fornire informazioni, vendere abbigliamento, promuovere prossime manifestazioni podistiche. Incrociamo Gianni Poli (1° New York 1986), che dopo una stretta di mano ci accompagna al suo stand della Cortina-Dobbiaco Run, per donare un omaggio a Benedetta e Gemma. Finalmente dopo il ritiro di pettorale e pacco gara mio e di Paolo, usciamo dall’Expo, foto ricordo e ritorno in centro che è già mezzogiorno. Mentre io ritorno in albergo per scaricarmi del materiale, Giuly con le bimbe fanno tappa al Mc Donald limitrofo alla stazione ferroviaria, per la gioia della piccole….sai farle camminare……
Il pomeriggio turistico ci vede far tappa alla chiesa di S. Maria Novella, alla cattedrale di S. Maria del Fiore, Piazza della Signoria, Ponte Vecchio fino al Museo di Storia Naturale grazie ai biglietti regalataci da Giba.
Anche la famiglia Zanetti è giunta a Firenze, ci incontramo sul Lungarno Vespucci davanti la statua di Carlo Goldoni; insieme raggiungiamo la cattedrale di S. Maria del Fiore, per la S.Messa delle ore 18,00. Al termine della funzione, abbiamo la fortuna di ammirare l’immensità della cupola del Brunelleschi con l’affresco del Giudizio Universale.
Rientriamo verso l’Hotel per una meritata doccia e dopo aver prenotato per la cena presso il Funiculì Funiculà (…a Firenze….) ci riuniamo con Attilio, Antonio e rispettive signore. Cena in allegria e poi rientro per il riposo pre gara.
Fin qui la cronaca della vacanza. Ora la cronaca clou, quella del 30 novembre 2008.
La notte è tormentata come sempre, il sonno và e viene ed anche le 6,30 arrivano dopo una notte di temporale. Con Paolo scendiamo per la colazione; poi ci raggiunge Attilio. Rientro in stanza per prendere la borsa del cambio. Mentre Attilio attende Antonio, noi c’incamminiamo verso Lungarno della Zecca Vecchia. Quasi tre chilometri a passo veloce, per consegnare la borsa nei containers-deposito. Cambio veloce, spalmata di crema sulle gambe, ci infiliamo il poncho usa e getta color rosa e via a fare la coda per la navetta verso Piazzale Michelangiolo, partenza della Maratona. L’attesa è febbrile, ma anche fredda e soprattutto piovosa; ci scaldiamo con un thé caldo e un aulin che in una giornata così non fa male…. La pioggia si fa sempre più intensa, ma ormai siamo lì pronti ad aspettare lo start che arriva alle 9,20 circa. La marea rosa dei 9000 parte per raggiungere dopo i 42K l’arrivo di Piazza S.Croce.
L’avvio è lento, causa la pioggia, gli indumenti di plastica per terra ma soprattutto per l’immensa folla di runners; io e Paolo con prudenza scendiamo fino a Porta Romana per poi affrontare la parte pianeggiante. Nel frattempo la pioggia ha cessato di venire, e dopo esserci anche noi liberati degli indumenti superflui procediamo nella corsa in coppia. La corsa prosegue fino al 10k in allegria. Paolo ogni tanto m’invita a mollare il ritmo, gli ultimi acciacchi purtroppo non gli hanno consentito una preparazione continua. Io sto bene sia fisicamente sia mentalmente, cerco di tenere il ritmo e ogni tanto rallento ad aspettare Paolo. Prima del 20K raggiungiamo Attilio, che dopo essere partito nella gabbia davanti a noi, prosegue con il suo ritmo. Ci dice che Antonio è partito avanti e ci precede (ma nessuno lo raggiungerà. A questo punto lascio Paolo in compagnia di Attilio, sto bene e proseguo con il mio passo. I Km passano e solo una leggera fitta al polpaccio sinistro al 25K mi preoccupa, ma poi fortunatamente passa. Al passaggio del 28K in Piazza Duomo, mi vengono i brividi per la folla che incita e applaude. Ecco il muro dei 30K, sto bene e sono meravigliato, al 35K non faccio neanche il ristoro, manca poco e non voglio rompere il passo che pur appesantendosi un poco, mi consente con fluidità di procedere. Lungarno Vespucci, Corsini e Acciaiuoli mi fanno ricordare che siamo a 39K, vedo Ponte Vecchio e giro a sinistra in via Por Santa Maria dove incontro l’allegra brigata della mia famiglia, lancio la cuffia blu (come il grande Marco Pantani che gettava la bandana…) e con un esilarante “Sono fresco come una rosa…” saluto le mie donne e le donne di Paolo, per involarmi verso gli due ultimi chilometri. Al ristoro del 40K di Piazza Duomo mi concedo un Fly Hot Thé (un thé caldo al volo) per l’ultima carica di energia verso la volata finale. Non riesco a star sotto le 3h e 45 ma poco importa perché ho toccato il morbido tappeto blu dell’arrivo in Piazza S. Croce, nome azzeccato come non mai per l’arrivo di una maratona. Tempo Finale 3h46’21”.
Con la mia storia voglio ricordare anche il veloce Antonio, Paolo che nonostante gli acciacchi e i crampi ha finito la gara da eroe, Attilio che sofferente ho incrociato alla fine e voglio anche ricordare Gianfranco, che non partecipato a questa meravigliosa competizione, ma che sicuramente farà parte dell’allegra brigata il prossimo anno in un’altra maratona.
Ciao.
Fabius

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