Idoneità agonistica.
Ieri abbiamo ottenuto (ovviamente) il rinnovo dell’idoneità agonistica, ma oggi tutti abbiamo avuto problemi alle gambe. Lo step test, come sempre fa i suoi danni.
La parte che segue è tratta da una Newsletter di Orlando Pizzolato, che capita a “fagiolo”.
La visita di idoneità agonistica è un appuntamento che il corridore tesserato deve affrontare ogni anno.
I podisti più fortunati fanno la prova da sforzo sul tapis roulant, e quindi svolgono il gesto tecnico che sono soliti fare, ottenendo così anche indicazioni fisiologiche specifiche, come il valore del massimo consumo di ossigeno, la velocità della soglia anaerobica con la relativa frequenza cardiaca, ed anche il valore della frequenza cardiaca massima.
I meno fortunati svolgono la prova sul cicloergometro, una prova però non specifica per il podista, e i dati fisiologici che si desumono sono di poco utilizzo specifico per un corridore, perché non arriva a sostenere uno sforzo cardiaco adeguato. L’atleta sottoposto alla prova da sforzo entra in una situazione di affaticamento muscolare molto prima che il cuore arrivi ad un livello di sollecitazione adeguato, in quanto i muscoli utilizzati per pedalare producono acido lattico in breve tempo, visto che non sono mai sollecitati negli allenamenti podistici.
Ancora più sfortunati sono i podisti che devono fare il test da sforzo utilizzando il protocollo dell’Harvard Step test, per intenderci la prova “sul gradino”. In questo caso i valori fisiologici che se ne deducono sono proprio elementari, e l’unico dato medico utile è l’elettrocardiogramma.
Dal punto di vista fisiologico le prime due prove sono più impegnative dell’ultima ma, da un punto di vista muscolare, lo step test è massacrante: molti podisti non sono in grado di correre per alcuni giorni a causa dei polpacci doloranti. Per chi ha in programma questo tipo di prova, consiglio quindi di fare degli esercizi di preparazione, in maniera da ridurre i negativi effetti dello stress muscolare. In una newsletter apparsa proprio due anni fa (23 gennaio 2006), riferivo che inserire regolarmente esercizi sui gradini (anche una sola volta la settimana) rappresenta una valida sollecitazione muscolare allenante. Fa un certo effetto verificare che, nonostante un corridore compia in allenamento moltissime falcate, non abbia la forza per affrontare senza disagi la prova dello step test: 30 salite al minuto per 5 minuti su di un gradino alto 45 centimetri.
Visto che sono i polpacci a subire le conseguenze più negative, è facile desumere che quando corre il podista usa pochissimo la spinta dei piedi. E’ un peccato non trarre vantaggio da una leva di questo tipo, nella quale i muscoli dei polpacci esercitano la forza per spostare il corpo in avanti. I podisti che spingono adeguatamente con i piedi hanno un’azione di corsa più efficiente, che consente di correre più velocemente. Riprendo quindi il consiglio di dedicare alcuni minuti nel corso della settimana ad esercizi che migliorino sia la forza sia la reattività e l’elasticità dei muscoli dei polpacci, specialmente se dopo aver fatto lo step test, oppure dopo aver svolto una seduta di corsa in salita, i polpacci sono particolarmente indolenziti e doloranti.
Quindi fare esercizi idonei anche prima dell’idoneità agonistica….
Ciao
Fabius